lunedì 26 maggio 2008
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Julien Sapori, “commissaire divisionnaire” a Montgeron, nei pressi di Parigi, è un appassionato di storia. Dopo aver svolto le inchieste che comporta la sua funzione, egli ama nel suo tempo libero ricercare ancora la verità e, con minuziose inchieste, togliere il velo di mistero che avvolge la vita di personaggi famosi o di eventi interessanti. Nei suoi scritti si è occupato della morte di Vidocq, di un assassinio a Couloisy nel 1729, della guerra delle farine nel 1775… Proprio questa sua passione e l’analogia di mentalità nella ricerca sistematica tra l’investigatore e lo storico lo ha portato ad occuparsi del caso di Joseph Fouché. Ministro della polizia sotto Napoleone I° e poi sotto Luigi XVIII, Fouché fu un personaggio molto discusso e spesso giudicato negativamente dagli storici dell’epoca e da quelli contemporanei. Dal 1816 al 1820, egli visse in esilio, un esilio molto sorvegliato, prima a Praga, poi a Linz e da ultimo a Trieste dove morì. Ed è su questo periodo che indaga Julien Sapori. Fouché era veramente un essere diabolico e sanguinario quale molti storici sono ancora propensi a vedere? La sua giovane moglie l’ha veramente tradito durante il soggiorno di Praga? La sua bara fu veramente rovesciata da un colpo di vento durante il funerale? Il commissario e lo storico conducono l’inchiesta minuziosa tra storia e leggenda attraverso archivi e testi storici sia italiani che austriaci per svelarne la verità. Una verità inaspettata e forse più semplice di quanto ci si possa aspettare. Julien Sapori sta ora lavorando su un tema che gli è particolarmente caro, la storia delle truppe italiane in Francia durante la Prima Guerra Mondiale.