mercoledì 01 aprile 2009
21:00 195 VisualizzazioniLA SOCIETA' DELLO SPETTACOLO
le opere cinematografiche di GUY DEBORD
1-2 aprile - Teatro Miela
"Il mondo è già stato filmato, si tratta ora di trasformarlo": è una celebre citazione di Guy Debord a dare il titolo alla personale dedicata alla sua opera cinematografica di Guy Debord. L’intellettuale parigino (1931-1994) è stato scrittore, filosofo e regista. Nel 1957 è stato tra i fondatori dell’Internazionale Situazionista e nel 1967 ha realizzato il fondamentale La società dello spettacolo, affermandosi come un interprete lucido e cupo (per parole e immagini) delle forme della società occidentale del secondo dopoguerra. Non si può comprendere appieno la logica e la strategia dei mass media senza fare riferimento alle tesi rivoluzionarie di Debord.
È proprio La società dello spettacolo, versione cinematografica di uno dei testi chiave del ’68, a inaugurare il ciclo di proiezioni mercoledì 1 aprile alle ore 21, dopo un’introduzione a cura del critico cinematografico Sergio Grmek Germani.
L’organizzazione è a cura de La Cappella Underground e Cooperativa Bonawentura in collaborazione con Alliance Française di Trieste, Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori e Dipartimento di Letterature Straniere, Comparatistica e Studi Culturali- Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Trieste.
1 aprile
ore 21.00
*Introduzione a cura di Sergio Grmek Germani:
*La società dello spettacolo (La societé du spectacle, Francia 1973, 88')La versione cinematografica di uno dei testi-chiave del ’68, che viene (in parte) pronunciato su un montaggio di immagini altrui, è un esempio folgorante di détournement. Rovesciare lo 'spettacolo' capitalista che nega la vita significa rovesciarne le immagini, reimpiegarle e decontestualizzarle fino a riconoscere in esse la forma dell’alienazione allo stato puro.
*Contestazione di tutti i giudizi, sia elogiativi che ostili, sul film "La società dello spettacolo" (Réfutation de tous les jugements, tant élogieux qu'hostiles, qui ont été jusqu'ici portés sur le film "La societé du spectacle",Francia 1975, 22')
2 aprile
ore 18.30
*Introduzione a cura di Anna Zoppellari
*Guy Debord, la sua arte e il suo tempo (Guy Debord,son art et son temps, Francia 1994, 60'), scritto da Guy Debord e realizzato da Brigitte CornadProgramma realizzato per Canal+, vede giustapporsi senza più commento vocale vari materiali (tra cui un talk show sullo stesso Debord, un’arringa autodifensiva di Tapie…). La pratica delle immagini-readymade portata al suo estremo, fino a confinare, pericolosamente e coraggiosamente, con la televisione tout court.
*Urla in favore di Sade (Hurlements en faveur de Sade, Francia 1952, 64')
ore 21.00
*Sul passaggio di alcune persone attraverso una piuttosto breve unità di tempo (Sur le passage de quelques personnes à travers une assez courte unité de temps, Francia 1959, 20')
*Critica della separazione (Critique de la separation, Francia 1961, 20')Schermo bianco. Schermo nero. Bianco. Nero. Per più di un’ora. Ogni tanto, qualche voce. Il cinema secondo il ventunenne Debord: positivo e negativo, la dialettica che si condensa fino a diventare immagine. Come nei primi corti, grandi e malinconici esercizi sul negativo, sulla separazione (innanzitutto parola-immagine) incombente su ogni situazione vitale.
*In girum imus nocte et consumimur igni (Francia 1978, 100') Non solo pamphlet politico (e sul cinema), non solo autobiografia, ma l’uno e l’altra prese nel vicolo cieco che vede l’origine coincidere con la fine e viceversa. Forse, proprio per questa dinamica palindroma (come il titolo) il devastante pessimismo di Debord sembra potersi rovesciare in apertura. Solo le immagini già usurate sono anche vergini.
La retrospettiva è promossa in collaborazione con la Cineteca di Bologna.
Tutti i film sono presentati in versione originale con sottotitoli italiani.
Il biglietto di ingresso è di € 4 (interi) ed € 1 (ridotti per giovani e studenti), e consente l’accesso a tutte le proiezioni della retrospettiva.